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Non chiamatela università
8 Set 2023

Non chiamatela università

Post by admin


Qual è la vera natura dell’università di Asti?

Nessuna, perché non esiste. E una storia spiacevole ma è necessario non dimenticarla, sottolinea Don Luigi Berzano, professore emerito di sociologia dell’Università di Torino. Nessuna Università è presente ad Asti, ma solo dei corsi di laurea triennale decentrati dall’Università di Torino e da quella del Piemonte Orientale». Colpa che secondo il sociologo ricade sulle spalle degli amministratori che negli anni 90 non vollero fare parte delle città piemontesi promotrici della nascente Università del Piemonte Orientale. Solo dopo si costituì un consorzio con lo scopo di ottenere corsi di Laurea, prosegue il professore emerito, ma tutto a carico del territorio: non un centesimo è mai arrivato dal Ministero. Ovviamente: non essendo un’università ma un consorzio, composto da Fondazione Banca Cr asti che detiene il 70,42% delle quote, dalla Banca di Asti e dal Comune per la stessa quota del 12,68%, e dalla Camera di Commercio per il restante 4,22%. La spesa annuale si aggira, a seconda dei bilanci, su un milione e settecentomila euro: questo significa che circa un milione e 200 mila euro sono a carico della Fondazione, 200mila euro a testa di Banca e Comune e circa 50mila euro della Camera di Commercio.

«Astiss esiste da trent’anni-dice Francesco Scalfari, suo direttore per 24 anni- all’epoca fu fatta una
Università del Piemonte Orientale». Don Berzano parla di occasione persa per la città e ne fa un esempio da non seguire, alla luce delle polemiche di questi giorni: «La Fondazione Centro Studi Alfieriani è bloccata da un commissariamento da oltre due anni: Asti dovrebbe essere la città di Alfieri come Salisburgo lo è di Mozart, eppure non è così». Scelte sbagliate che ritorneranno?

Le strutture culturali astigiane rischiano di essere fagocitate da Torino ancora una volta?

L’articolo completo in rassegna stampa

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